«Ognuno si esprime e dice quello che pensa». Lo ha detto il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, rispondendo alle domande dei giornalisti che gli hanno chiesto un commento dopo le polemiche nate dalle dichiarazioni del sindaco di Firenze, Matteo Renzi, che ha fatto un paragone tra alcuni dipendenti comunali e Fantozzi. «In Regione - ha detto Rossi - ci sono molte persone brave e competenti che noi, purtroppo, non riusciamo a motivare. Questo è un aspetto preoccupante del servizio pubblico. Noi dobbiamo superare questo appiattimento egualitario dentro la struttura pubblica: non è vero che siamo tutti uguali. Bisogna trovare il modo di incentivare chi fa di più e chi fa meglio: tutte le volte che ho detto questo di fronte ad assemblee di dipendenti pubblici è venuta fuori automaticamente una approvazione». «Credo - ha aggiunto - che il limite della struttura pubblica sia quello di appiattire un pò tutti e di ingenerare uno stato di prostrazione, forse anche rispetto alle capacità e alla volontà. Una vera riforma, non come quelle poco efficaci di cui stiamo discutendo del ministro Brunetta, dovrebbe partire dal fatto che il lavoro va valorizzato e premiato. Noi - ha concluso - questo meccanismo lo abbiamo introdotto in sanità e ha dato risultato: bisogna pian piano estenderlo a tutti».
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