Un diverso e migliore monitoraggio degli oltre 74mila alberi presenti in città. Per migliorare la sicurezza dei cittadini, capire dove sostituire le piante nei prossimi anni e quali specie sono le più adatte a resistere ai cambiamenti climatici.
Oltre alla realizzazione di planimetrie (cartografie A0 e file Qgis) che suddividono Firenze in zone alle quali è attribuito uno specifico potenziale di rischio correlato al patrimonio arboreo. Sono alcuni delle novità introdotte grazie all’accordo di ricerca tra l’amministrazione comunale e l’università che, a circa due anni dalla firma, è stato uno degli argomenti al centro del convegno di ieri ‘Le alberature in città’ organizzato dall’assessorato all’ambiente.
«La definizione delle zone di rischio e la successiva suddivisione del territorio in aree omogenee – ha spiegato l’assessore all’ambiente Alessia Bettini – è risultata funzionale per organizzare i controlli secondo una procedura codificata e per pianificare gli interventi di rinnovo e di manutenzione degli alberi».
L’accordo di ricerca verteva su due punti: la compilazione di uno studio per la definizione dei criteri generali per il monitoraggio e la misurazioni e stime per lo stoccaggio dell’anidride carbonica da parte degli alberi (con studi riferiti alle sostituzioni e ai danneggiamenti in occasione delle tempeste, come perdita di capacità di cattura e stoccaggio degli inquinanti e tempi per ripristinare tale attività attraverso i nuovi impianti).
«Per prevenire danni causati dalla caduta di alberi o di loro parti – ha ricordato l’assessore all’ambiente – è necessario riconoscere precocemente le situazioni a rischio, in modo da poter intervenire tempestivamente per ridurne la pericolosità. E per assicurare l’utilizzazione in sicurezza degli spazi pubblici è in primo luogo necessario attuare una corretta politica gestionale attraverso l’elaborazione di un piano dettagliato di attività e interventi per il settore arboreo».
«Una cosa – ha sottolineato l’assessore Bettini – è avere un pino che sta in un bosco, un’altra è averlo vicino a una scuola o a un semaforo con le radici ricoperte di asfalto».
Grazie a questo studio è stata definita una procedura permetterà di migliorare la gestione del patrimonio arboreo pubblico.
«Anzitutto – ha spiegato – abbiamo individuato delle metodologie applicative per il monitoraggio e determinato le frequenze d’ispezione. In questo modo possiamo meglio pianificare la programmazione annuale e pluriennale e stimare con maggiore precisione le risorse necessarie alla gestione».
«Questo – ha concluso l’assessore Bettini – non solo permetterà una efficientamento della gestione delle situazioni urgenti ma, soprattutto, il miglioramento della sicurezza dei cittadini e la conservazione e lo sviluppo della foresta urbana».
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