Bancarotta fraudolenta in concorso con un commercialista. Con questa accusa un imprenditore fiorentino, Alessandro Paolini, 50enne, residente a San Casciano, è stato arrestato dalla Guardia di Finanza di Firenze ed è finito agli arresti domiciliari. Al commercialista, Andrea De Tora, 53enne residente ad Impruneta, è stata temporaneamente sospesa la possibilità di esercitare la professione. Sequestrati preventivamente anche due appartamenti dell'imprenditore, uno a Firenze e l'altro a Scandicci, per un valore di 380.000 euro.
L'indagine, condotta dal nucleo tributario della Guardia di Finanza fiorentina è partita dopo il fallimento di due società immobiliari (una con sede a Firenze, l'altra Impruneta). Dalle attività investigative è emerso che l'imprenditore fiorentino "ha pianificato, con l'aiuto del suo commercialista di fiducia, un articolato sistema criminoso", con "la creazione di società diverse ma collegate tra loro, come scatole cinesi, che sono state costantemente 'alleggerite' delle ricchezze, degli utili e degli assets per poi farle fallire, con grave danno per i creditori".
Paolini figura come ad società capofila della cordata realizzata per il restauro di Sant'Orsola, che prevede tra l'altro la realizzazione dell'Accademia della musica del tenore Andrea Bocelli. La società non risulta coinvolta nell'inchiesta. Figura invece nelle carte, sempre per fatti distinti dalla riqualificazione di Sant'Orsola, un'altra delle società che partecipano alla cordata, la Bch srl. Per gli investigatori la società, che tra l'altro è stata dichiarata fallita ieri, sarebbe amministrata di fatto da Paolini, sebbene intestata formalmente al De Tora.
Inoltre, aggiungono i finanzieri, "l'imprenditore ha distrutto o occultato gran parte della contabilità di alcune società coinvolte nel sistema criminoso allo scopo di rendere ancora piu' difficoltosa la ricostruzione del ciclo societario in danno dei creditori". Dall'inchiesta, quindi, emerge che "l'attività' fraudolenta di P. A. ha portato alla sottrazione del pagamento di imposte dirette ed Iva per oltre 380.000 euro", la somma poi oggetto del sequestro preventivo. Nel corso dell'esecuzione dei provvedimenti, disposti dal Gip di Firenze, su richiesta della Procura fiorentina, sono state eseguite anche diverse perquisizioni.
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